Intervista alla band di Abbazia di Albino, che dopo sette anni ci presenta il nuovo lavoro discografico fresco di stampa
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Mi danno appuntamento in Zoom assieme ad altre due testate giornalistiche alle ore 16:30. Alle 16:29 armeggio ancora per riuscire a entrare in sessione. Panico! Tento disperatamente di connettermi prima col computer, poi col cellulare e infine con l' I Pad. Con quest'ultimo ce la faccio, dopo aver imprecato tuoni, fulmini e santi numi… E' solo che, quando si apre improvvisamente la telecamera, l'audio è acceso, non me ne accorgo e si beccano come mia presentazione un bel vaffa… :-) (non rivolto a loro naturalmente, ma alle mie disavventure tecnologiche!). A questo punto mi indicano le loro orecchie con le dita e mi dicono : - Guarda che ti abbiamo sentito!
E Alberto e Luca (Roberta non c'è) iniziano a ridere mentre io, imbarazzatissima, mi chiedo : - Cavolo faccio? :-)
Ovviamente mi aggancio per "connessione semantica" all'ultima parola da me, ahimè, "francesisticamente" pronunciata e taaac… arriva la prima domanda a bruciapelo!
Vi siete mai mandati a "FUN COOL O"? Come fate a lavorare tra fratelli?
Alberto: - Eh!
Io: - Eh!
Alberto: - Infatti in questo momento siamo in due stanze diverse. Abbiamo messo lo sfondo uguale…
Io: - No! Davvero? :))))
Alberto: - Vedi che, se metto la mano di là, scompare?
Io: - Ok, già capito tutto!
Alberto: - Ci odiamo! (Ride) Sì, certo, caxxo, però boh… sì. Più che altro è lui che manda a "fun cool o" me!
Io: - Lui? Sembra il più tranquillo!
Alberto: - Eh, sti caxxi!
Luca intanto se la ride sotto i baffi :-).
Sai, Luca, di te mi aveva parlato un amico bergamasco, vostro fan sfegatato, e mi diceva che, in un'occasione in cui vi eravate scambiati due parole, gli avevi confessato di voler iniziare a studiare batteria. Lui era rimasto strabiliato e si chiedeva come mai avessi questo desiderio, essendo tu già bravissimo a suonare.
Ti senti in difetto di qualcosa come batterista?
Luca: - Sì, c'è ancora tanto da imparare! Mi piacerebbe studiare un po' di più. Sto cercando di farlo da solo, a casa.
I poeti e gli scrittori considerano la verbena come una pianta di "ispirazione" (ricordo che è il nome dei loro inizi, poi cambiato in Verdena per un'omonimia con un gruppo statunitense). Mi chiedevo se aveste scelto il vostro nome per questo motivo.
Alberto: - Non lo sapevamo!
Io: - Sì, sono andata apposta a cercarmi qualche aneddoto su questa pianta, perché mi incuriosiva la vostra scelta onomastica. E così ho trovato questa chicca.
Alberto: - Però non so se sai che i Romani la usavano come pianta sacra.
Io: - Certo! Ho trovato anche quello! Ma io legavo il vostro nome più a qualcosa di poetico.
Luca: - No, già a quei tempi l'avevamo trovato non dico sul dizionario, ma quasi. Cercavamo una parola che avesse una A finale come NirvanA, PanterA, SepolturA.
Alberto: - TimoriA.
Io: - AriannA! Scherzo!
(Ridiamo per la mia cavolata :-) )
Alberto: - E Verdena è un misto tra VerdBEATLES e NIRVAna. Ahahahah!
(Due nomi a caso! Le loro grandi ispirazioni!)
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Parliamo del nuovo album Volevo magia. Molti hanno definito questo disco più leggero dei precedenti, ma io trovo che le tematiche che avete affrontato siano invece molto intimiste e sentite. Ci sono delle frasi poetiche pazzesche, inserite in versi che magari non legano dal punto di vista semantico, ma stanno bene assieme per la loro musicalità. Penso, per esempio, a Cielo super acceso, in cui si legge:
"Non vedo più acceso il cielo tra di noi.
Se davvero non si muove, spegnilo se puoi".
Questi versi hanno una poetica disarmante, che lascia al disinganno qualsiasi possibile soluzione. E così ritrovo la stessa tematica anche in Nei rami. L'immagine degli insetti che si interpongono tra le due persone di cui si parla è molto forte. Non intendevate sicuramente le farfalle, simbolo dell'innamoramento, vero? Perché è arrivata questa immagine così particolare?
Alberto: - Io penso a quei film tipo "Indiana Jones" e alla stanza piena di insetti all'interno di un tempio. In quel caso lì la vedo così, visivamente, quella frase. Non so…Schifoso!
Io :- Quindi non è un'immagine positiva, dell'amore.
Alberto: - No, non ci sono coccodrilli, sono insetti. Gli insetti fanno schifo. Ci passi sopra, caxxo! Non è così distante da capire. E' un pezzo molto intimista. Tra l'altro è il primo pezzo che ho scritto.
Io, però, lo dico sinceramente, al primo ascolto di Sui ghiacciai ho pianto. Non mi succede mai. Per me è un capolavoro! L'agonia di perdersi si riflette anche nella melodia. Da un unplugged di chitarra si passa poi a un crescendo musicale emotivo da pelle d'oca! Complimenti. Bellissimo!
Alberto, visivamente felice: - Grazie! :-)
P.S. Questo non è "lecchinaggio", ma pura sensazione a pelle e lo so che professionalmente non dovrei farlo, ma lo meritano davvero!
Una curiosità a proposito della copertina di Volevo magia: chi sono i tre soggetti raffigurati? E le macchie gialle in viso sono maschere?
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Alberto: - L'artista è lui!
Luca: - E' una cosa complicata! Mi è uscita una sera, perché faccio sempre questi disegnini su un libretto. Sono una specie di collage a strappo. Attacco insieme diverse figure. Alla fine sono sei persone in tre.
Riguardo alle macchie gialle, mi piaceva l'idea di togliere loro mezza faccia e quindi sono rimaste. Originariamente erano bianche. E' stato poi il nostro grafico a farle diventare gialle.
E il VII scritto sopra il titolo? Volevate ricordare i sette anni passati dal vostro ultimo disco? O vi riferite al vostro settimo lavoro?
Luca: - L'abbiamo fatto io e lui per scherzare, per ridere! Il sette è un'idea di Roby per il titolo dell'album. Quando invece abbiamo scelto Volevo magia, era un po' arrabbiata e allora abbiamo cercato di accontentarla.
Com'è avere una donna come bassista? Comanda o è il sesso debole? Sono molto curiosa di questa cosa.
Luca: - Ma lei non c'è!
Io: - Appunto! Potete parlare liberamente! :)))
Alberto: - Ci troviamo benissimo!
Io :- Non comanda? Comandate voi?
Alberto: - Eh, sì, musicalmente sì. Però, in qualche modo, ci tira insieme.
Ritornando al disco, a me hanno sorpreso alcuni finali che si interrompono improvvisamente. Credo che l'ascoltatore rimanga a bocca aperta in uno stato quasi catatonico di tensione nell'attendere ciò che pare non concludersi mai. E, se pensiamo al finale di Cielo super acceso, al minuto 4:08 si assiste a un cambio di sonorità e di ritmo totalizzante. C'è un significato particolare dietro a queste scelte "effetto shock"?
Alberto: - Non c'è una spiegazione. Sono nate così. Son pur sempre dei finali.
In Crystal Ball parlate di estro. Ma che cos'è per voi l'estro?
Alberto: - E' qualcosa da succhiare. E' un'allegoria. Non te la posso spiegare, però!
Dove vi ha portato in giro il camioncino che si vede nel video di Chaise Longue?
Luca: - Eh, quella è la pazzia del vino! Noi di solito andiamo in sala prove così! E abbiamo detto: - Perché non ci riprendiamo mentre andiamo in sala prove?
Alberto: - E' vero! Lo facciamo tutti i giorni!
Luca: - Di solito è anche più sporco!
Alberto: - Eh, l'abbiamo pulito un po', però!
Ma vi ha portato per Albino?
Luca:- Sì, ad Abbazia di Albino.
Veniamo alle "Bergamodomande".
Voi, che siete ragazzi di paese, come vedete Bergamo città?
Luca: - A me piace.
Alberto: - Ci sto da Dio! Io ci abito. Io abito…non mi ricordo la zona, però!
Chi cucina meglio la taragna?
Luca: - Io no di sicuro, non l'ho mai fatta. La polenta è il problema! Io fino al formaggio ci arrivo!
Lui (riferendosi ad Alberto) sa fare i Cordon bleau!
Ho visto le date del tour che sta per partire. Ma qualche tappa a Bergamo no, eh?
Alberto: - No
Ok. Quindi, se io vi chiedo a quale locale di Bergamo siete più affezionati, mi dite "nessuno"?
Alberto (e Luca annuisce): - Il Druso direi!
Io: - Grazie mille, ragazzi! Ci vediamo per Bergamo, forse! Quel "forse" anaforico che compare nel vostro nuovo pezzo Paladini! :-)
Alberto: - Forse! Mille forse in questa vita!
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Le foto di questo articolo sono di Paolo De Francesco
Per scoprire tutto sui Verdena e sui loro concerti, potete visitare i link www.verdena.com e www.dnaconcerti.com
Intervista fatta da Arianna Trusgnach per Chèi de Bèrghem
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