Teo e Le Veline Grasse, la “musica italiana follemente rivisitata” con effetto “Wow”

03 Ottobre 2021 Artisti Commenti

Intervista a Teo Roncalli, uno degli artisti più seguiti e amati dei locali della bergamasca

Sarà la deviazione professionale di insegnante, ma "veline grasse" mi sa tanto di carta velina bella unta :-))). Fuochino o sono proprio in acqua completa sul significato del nome della tua band?

"Veline Grasse" inteso come qualcosa di fuori dagli schemi. Il termine "velina" è spesso associato alla figura di una giovane soubrette con il fisico scolpito, dove lo stereotipo della bella ragazza viene utilizzato solo per l'immagine, per colpire lo spettatore mostrando il corpo, creando desiderio. Noi siamo la cosa più lontana da questo concetto, siamo qualcosa che non esiste, qualcosa di sconvolgente, che destabilizza, come nelle veline intese come notizie, notizie grasse, che stupiscono e riscuotono enorme interesse per i contenuti.

Teo, porti un cognome decisamente importante per la terra orobica. Pensi che Papa Roncalli ti abbia mai dato una benedizione dal cielo per aver avuto così tanto successo? D'altronde milletrecento concerti non sono bazzecole. Il tuo sogno di bambino di essere una rockstar pare si sia realizzato!

Probabilmente sì, anche se non amo parlare di "successo". Abbiamo solo la fortuna di lavorare professionalmente con la nostra passione: la musica. Passo la mia vita a sognare, a fantasticare su progetti bizzarri, ponendomi obiettivi sempre più difficili da raggiungere, ma godendomi appieno il percorso, anche il più impervio. Vivo.

Nei vostri concerti possiamo ascoltare un pot-pourri di canzoni ormai dimenticate e da voi poi rivisitate con particolari accostamenti in chiave bizzarra . Il tutto crea nel pubblico un pazzesco effetto stupore.
Tu ami molto tutti, come recita il tatuaggio che hai sulle braccia (retaggio di Un romantico a Milano dei grandi Baustelle ). Da zero virgola uno a cento, quanto è importante il contatto con le persone nel tuo lavoro?

Vi Amo Tutti è chiaramente una provocazione. Se devo dire la verità, qualcuno mi sta veramente sulle palle. :-)))
Il contatto con le persone è importantissimo. Amo parlare con la gente, amo raccontare e ascoltare storie, verità ma anche romanzi dai contenuti fantastici, quelle chiacchiere sincere da bar o da post concerto alle quali non so proprio rinunciare.

Canzoni per code in tangenziale (2010), Nudi e crudi (2011), La solitudine dei centri commerciali (2015), Live in Belsedere (2021). La vostra discografia passa da album di cover a vostri inediti. Ti chiedo una canzone per disco che ami particolarmente e perché.
Canzoni per code in tangenziale: Ballo Ballo della Carrà in versione hard rock, perché è il nostro biglietto da visita da sempre, la canzone che non manca mai in scaletta.
Nudi e crudi: Teorema di Ferradini in arrangiamento Metallica, un'altra perla che è stata anche copiata pari pari da altre piccole band, sottolineando inconsciamente la nostra spiccata originalità.
La solitudine dei centri commerciali: il brano che dà il titolo all'album, scritto a quattro mani da Cristiano Sormani Valli, autore, e me. Uno spaccato dei giorni nostri che nasce dall'immagine di un signore anziano che, aspettando la moglie indaffarata a fare spese, si addormenta seduto sulla panchina dell'androne del centro commerciale.
Live in Belsedere: siamo molto legati alla nostra versione de I Giardini Di Marzo di Lucio Battisti. Accade qualcosa di magico che non riesco a spiegare: è uno tsunami di emozioni.
Ogni anno create un tour a tema. L'ultimo era soprannominato "Grill yeah tour". Direi altamente curioso. Ci vuoi spiegare questa particolare denominazione?

I nostri tour hanno dei nomi e dei contenuti abbastanza particolari. Questo si legge "Grigliatur" (il grigliatore), dedicato alla convivialità che una grigliata tra amici ci offre. Per un'estate intera ho grigliato live mentre cantavo sui palchi e ho offerto salamelle, arrosticini, spiedini e pancetta croccante al pubblico, come una sorta di comunione rock'n roll.

Mi hai raccontato il simpatico aneddoto di tuo figlio che, alla richiesta della maestra su cosa facesse il suo papà, ha risposto: "Fa il cantante e si traveste da donna!
"Qual è il travestimento più bello che, secondo te, hai utilizzato sul palco?

Sì, mio figlio Leone è il mio primo fan, è la mia miniatura. Speriamo che apprenda solo i miei lati migliori e che cresca con valori seri, ascoltando buona musica.
Il travestimento più bello? Un costume intero fiorato e una cuffia da bagno: badanti dell'Est al mare. Roba forte.

Oltre a essere cantante, sei stato opinionista nel programma di Sky Rock TV , sei un richiesto dj (ricordiamo le simpatiche serate del "Giuvedì", dove fai ascoltare solo musiche tristi), ami molto scrivere (invitiamo tutti a questo proposito a leggerti nel tuo blog Asamanao ) e sei insegnante di "Estetica del lavoro" presso la Fondazione "Et Labora" di Bergamo. Quest'ultima cosa mi ha affascinato molto perché il tuo modo di approcciarti all'insegnamento è particolarmente originale. Ci vuoi raccontare il tuo percorso emozionale che, attraverso la musica, porta i ragazzi ad apprezzare le canzoni di un tempo?

Si tratta di un percorso emozionale che mi vede raccontare la mia vita, le cose belle e le cose brutte, accostando dei colori alle varie situazioni. Successivamente agli studenti viene chiesto di fare la stessa cosa e il risultato è sorprendente.
"Imparare ad ascoltare" è un mio personale metodo per parlare di lavoro con la musica, partendo dalle differenze d'ascolto tra un "vecchio" vinile e l'ascolto digitale condizionato dalla funzione "SKIP". Incredibile come, con semplicità, i ragazzi si aprano e si prestino all'esperimento. Sono molto felice. Per me fare il docente è un'ennesima sfida e lo faccio con passione.

Sei una persona che ha sete di "sapere" e mi pare di intendere che sei in continuo divenire. Quale sogno nel cassetto non sei ancora riuscito a realizzare e vorresti tanto raggiungere?

Vi sembrerà strano: sogno una casa in campagna con un grande salone, un tavolo gigante per ospitare gli amici, un camino di una volta, tanti libri, tanti dischi da ascoltare, una vecchia poltrona, una cantina ben fornita, una vecchia scrivania in legno e tanto affetto. In sostanza il TEMPO, sogno il tempo: di avere tempo per pensare, di avere tempo da dedicare agli affetti che mi circondano, alla mia famiglia, ai miei amici.

Un pregio per ognuno dei componenti del tuo gruppo:

Stefano Galli: genio e sregolatezza. Folle spalla sul palco, chitarrista conosciutissimo nella bergamasca.
Alberto Sonzogni: un professionista dall'animo gentile, sempre disponibile, dotato di un talento straordinario.
Antonio Tato Vastola: propositivo, disponibile, sognatore, cultore della musica.
Simone Beneducci: una roccia. Dal 2008 al mio fianco: il bassista che tutti vorrebbero!
Luca Trapletti: un ragazzo di poche parole ma, quando parla, dice la cosa giusta. Sublime chitarrista.
Teo Roncalli (te(o) stesso): credo molto nell'amicizia e spesso rimango deluso dalle persone. E' un pregio? No?

Ora parto con le "Bergamodomande"
Una collaborazione con artisti bergamaschi che ti è piaciuta particolarmente?

Con Il Bepi abbiamo fatto diverse cose, condiviso palchi, realizzato insieme un suo brano, La Pancia Della Gente, e lui ci ha anche voluto in una compilation, con fine benefico, con un nostro brano originale: Oggi Va Così. C'è un bel rapporto.
Personalmente ho partecipato con Il Vava, altro grande amico, a un brano il cui video ha avuto enorme successo.

Hai mai pensato di fare un "Taragna tour"? Dai…ti concedo anche uno "Scarpinòcc tour"! Ti ci vedo vestito da polenta, però!

Direi, invece, di coprire il palco di polenta e vestirci da strinù e capù. Chissà! Magari per il 2022!

Tuo padre è di Bonate e lo è anche il tuo chitarrista, Stefano Galli. Non so, ma percepisco del fatalismo dal sapore bergamasco in questo toponimo: BONA, te(H)! Nel senso che, bona, teh, mai avresti pensato di diventare quello che sei oggi e ti è andata super "bona". Qual è il tuo più grande legame con la terra orobica?
Diciamo che lavoriamo ogni giorno con passione e professionalità per far sì che tutto giri nel vero giusto, con un po' di fortuna ma mostrando le palle.
Il salame nostrano di mio zio Ezio era qualcosa di straordinario. Purtroppo non è più disponibile: era l'essenza di Bergamo, un'esplosione di sapori tipici di questa meravigliosa terra fatta di uomini mai stanchi.
Ti ringrazio tantissimo per aver speso un po' del tuo preziosissimo tempo per noi. Comunque chiacchierata piacevolissima e simpaticissima! Ora basta "issimi" e dicci pure dove i nostri lettori possono trovarti:

Cell. 3405162703
teo.cantante@yahoo.it
teoroncalli.it
Teoelevelinegrasse.it

Teo e le Veline grasse sono:

Teo Roncalli (voce)
Stefano Galli (chitarra)
Luca Trapletti (chitarra)
Simone Beneducci (basso)
Alberto Sonzogni (tastiere)
Antonio Tato Vastola (batteria)

Intervista fatta da Arianna Trusgnach per Chèi de Bèrghem

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Commenti
  • Flora 07/10/2021 - 15:48

    Grandissimi , bravissimi, unici,ogni concerto grandi emozioni grazie di esistere

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