Scopriamo chi è ALBERTO SONZOGNI, organista rock e non solo!

16 Agosto 2021 Artisti Commenti
Intervista al tastierista treviolese dei Bepi & The Prismas, Teo e le Veline Grasse, BMB - BON JOVI Tribute Band, fresco d'uscita del suo primo album e impegnato nelle trascrizioni del nostro amato Donizetti

La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho letto il tuo cognome è stata la casa editrice musicale. C'entri qualcosa? E chi è davvero Alberto Sonzogni, umanamente parlando?

Ciao Arianna! Penso tu ti riferisca alla casa editrice SonzognO... ( Ta ghé resú, la mé sólita figüra! ) No, non c'entro niente!!!
Sono un semplice musicista bergamasco e questo cognome è abbastanza diffuso qui nella zona. Sono un tipo tranquillo, un po' introverso e timido, ma di compagnia. Non credo di essere uno noioso, ecco…

Hai conseguito il diploma in organo e composizione organistica presso l'Istituto musicale G. Donizetti di Bergamo. Qual è il pezzo che più ti ha fatto dannare durante il tuo periodo di studi e come ne sei uscito vincitore?

Sì, mi sono diplomato in Organo e C. O. nel 2005 sotto la guida del M° Matteo Messori.
Ho frequentato ancora il corso tradizionale, i famosi dieci anni, e il programma d'esame prevedeva dei pezzi obbligatori da portare: cinque brani di Franck, due di Bach e un brano moderno-contemporaneo. Questa era solo la parte d'esame da eseguire. In realtà l'esame era molto più lungo e articolato. Direi che la Fantasia e Fuga in Sol minore di Bach è stato un pezzo davvero impegnativo, ma che mi ha dato un sacco di soddisfazioni una volta studiato. È un brano molto d'effetto: un po' rock, se vogliamo!

Il tuo organista preferito?

Ultimamente sto seguendo molto Lachy Doley. E' un musicista - organista blues australiano veramente fantastico. Suona l'organo Hammond in maniera superlativa! Da ascoltare assolutamente!!!

Oltre all'organo so che suoni anche la steel guitar, il pianoforte e il synth. Questo ti permette di essere un musicista aperto a vari generi musicali. Qual è quello che senti più tuo?

Ci sono tanti generi che mi piacciono: il rock (sempre melodico), il pop, il country, il funk, il blues… insomma la bella musica suonata bene. Non mi piace molto il metal, la musica urlata, il bordello a tutti i costi. Mi piace l'energia del rock, ma quando questo è accompagnato da belle melodie e arrangiamenti.
Ti posso citare qualche gruppo e qualche artista che adoro: Toto, Eagles, H.E.A.T, Danger Danger, Gotthard, Trace Adkins, Grace Potter, Kiefer Sutherland, Tower of Power, Nile Rodgers, Joe Bonamassa e tanti altri.

Sei anche Maestro ai sovratitoli al Teatro Donizetti durante la stagione lirica. Vuoi spiegare ai nostri lettori cosa significa e quanto questo lavoro rivaluti le parole dei libretti operistici, spesso bistrattate a favore della sola componente musicale?

A onor del vero devo dire che le parole nell'opera lirica hanno sempre avuto una grandissima importanza. Il mio compito come Maestro ai sovratitoli è quello di preparare delle slides di Power Point (in media ottocento per opera) in cui il testo viene scritto sia in italiano che in inglese. Le proietto poi in real-time durante la recita. È come se fossero i sottotitoli di un film. L'unica differenza è che queste slides devono essere lanciate a mano con un click sul computer seguendo lo spartito. Piccola curiosità: si chiamano sovratitoli perché le parole vengono proiettate su uno schermo posto sopra il proscenio… facile no?

Dal 2000 collabori con la Fondazione Donizetti occupandoti della trascrizione degli autografi del grande compositore bergamasco. Ci puoi svelare qualche curiosità filologica sulla sua scrittura?

Sì, proprio ora sto lavorando sulla mia quinta revisione di un'opera di Donizetti.
Per la mia esperienza devo dire che Gaetano era molto preciso. Difficilmente sbagliava, anche se a volte ci sono delle dimenticanze o degli errori dovuti alla fretta nella stesura. Ricordiamo che Donizetti ha composto circa settanta opere: cinque nel 1827, quattro nel 1828 e così via. Molte sono state scritte di getto in poche settimane e senza fare una brutta copia. Il mio compito è quello di copiare tutta la partitura, controllando che tutto funzioni, che tutte le note siano giuste e che non manchi nulla (circa sei mesi di lavoro in media), poi preparare lo spartito canto-piano per permettere ai cantanti e ai coristi di studiare e anche a tutti i maestri collaborati di seguire più agevolmente l'opera (altri sei mesi), e infine preparare tutte le parti d'orchestra per i musicisti (ancora sei mesi). Senza dubbio un bel lavorone.
Posso dirti qualche curiosità, se vuoi…
Donizetti preferiva l'Oboe o il Clarinetto come strumento solista? Senza dubbio il Clarinetto!
Qual è l'unico ottone che ha parti soliste in Donizetti? Corno, Tromba, Trombone o Oficleide? Senza dubbio il Corno! La tromba, al contrario di quello che possiamo pensare, non ha un ruolo solista in Donizetti, ma sempre di rinforzo nei pieni orchestrali. Queste sono le cose più belle che si imparano studiando la partitura e non c'è modo migliore che copiarla perché si capisce bene come costruiva il suono dell'orchestra e qual era il suo stile.
Del resto anche Bach imparava il contrappunto copiando i Ricercari del nostro Frescobaldi.

Da violoncellista qual sono non dimentico il mitico Alfredo Piatti. Hai mai lavorato sui suoi manoscritti?

Sì, certo! La mia esperienza come trascrittore inizia proprio in Conservatorio sulle opere di Piatti e di Mayr (il maestro di Donizetti). Il M° Valeriano Sacchiero mi aveva coinvolto in un gruppo di lavoro che aveva l'obiettivo di ridare vita ad alcune opere di Piatti praticamente sconosciute e dimenticate. Un esempio sono le sei sonate per Cello e Pianoforte. Erano state pubblicate, al tempo, le prime quattro. Io ho trascritto la quinta e la sesta. Poi abbiamo trascritto altre opere per Cello e orchestra e il Concerto op.26 è stato eseguito in prima assoluta al Donizetti.

Collabori come tastierista con gruppi famosi della bergamasca. Ti chiedo di scrivere la cosa più bella che senti quando suoni con:
  • Bepi & The Prismas :

La soddisfazione più grande nel suonare con il Bepi e i Prismas è quella di partecipare alla stesura di brani originali. Vedere e sentire la gente che poi li canta ti fa sentire un musicista di quelli veri.

  • Teo e le Veline Grasse :

Con Teo e le Veline senza dubbio vedere la gente che ride, balla e si diverte. Facciamo dei concerti che durano sempre circa due ore e mezza, ma la gente ne vuole ancora, non si stanca! Significa che stiamo intrattenendo e divertendo il pubblico nel modo giusto. Poi Teo è un vulcano!!!

  • BMB - Bon Jovi Tribute :

Con la BMB riproponiamo Bon Jovi e qui devo dire che si sentono i quasi dodici anni della mia presenza nella band. Abbiamo un grandissimo feeling, so esattamente quando il cantante respirerà e c'è una grandissima intesa tra tutti. Questa cosa la gente la percepisce e si tramuta in un'energia che fa saltare il pubblico. Non per niente ci hanno chiamato a San Pietroburgo quattro volte per dei minitour, siamo stati in Romania almeno sei o sette volte e anche in Olanda e Svizzera. La BMB è una band che spacca e non usiamo nessun tipo di base. Tutto quello che sentite è suonato Live, alla vecchia maniera.

E veniamo al tuo primo album. A febbraio, infatti, é uscito September Man, dieci brani rock melodici in cui si possono percepire sonorità che ricordano i Dream Theater e Bon Jovi. Gli arrangiamenti sono curati in modo estremamente certosino e le linee melodiche rimangono piacevolmente impresse già dal primo ascolto. Del resto tre anni non sono pochi per curare il tutto in ogni minimo dettaglio. Ottimo lavoro, s-cét! :) Quanto è stato importante per te riunire in una sorta di "diario di bordo" musicale questi pezzi?

Come tante volte capita, non pensavo di fare un album anche perché non ho mai scritto molta musica mia. Ho sempre partecipato alla stesura degli arrangiamenti in tutti i progetti in cui ero coinvolto. Queste canzoni sono nate così, un po' per caso. Poi, vedendo che prendevano forma e non mi dispiacevano, ho deciso di realizzare un album sapendo che sarebbe stato totalmente inutile. Ormai il mercato dei CD è morto, ma io volevo avere la soddisfazione di avere in mano il mio album, toccarlo, sfogliarne il libretto. Sì, lo so, è una cosa da feticisti, ma ti assicuro che, per un musicista che passa anni su una canzone a curarne ogni singola sfumatura, poter in un certo senso toccarla e vederla è una soddisfazione impagabile. Ovviamente invito tutti ad ascoltarlo… Su Spotify e su YouTube lo trovate!

Eccoci alle "Bergamodomande".
Qual è il paese della bergamasca a cui sei più legato?

Beh direi il mio, Treviolo.

Preferisci il lago di Endine o il lago d'Iseo? Perché?

Direi che non ho preferenze di laghi

Parli il bergamasco?

Sì, nella mia famiglia lo si è sempre parlato.

Qual è l'artista musicale bergamasco più fuori di testa (in senso buono) con il quale hai collaborato?

Beh, oltre a Teo e il Bepi, collaboro ogni tanto con il Vava77. Devo direi che sono belli fulminati tutti e tre per aspetti diversi!

Alberto, grazie per averci dedicato il tuo tempo!
Se volete avere una copia del suo cd potete inviare una mail a albe.sonzo@gmail.com .

I suoi contatti:

email: albe.sonzo@gmail.com
Faceboook: Alberto Sonzogni
Instagram: albe.sonzo
Cell. 3394314669

Intervista fatta da Arianna Trusgnach per Chèi de Bèrghem

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Commenti
  • Nora 18/08/2021 - 19:59

    Grande musicista,e maestro. bellissimo il suo disco. sono felice nell'osservare tutti questi suoi traguardi,raggiunti grazie al suo talento alla sua serietà,ma soprattutto a tante ore di lavoro. continua così!!!

  • Silvia Grasso 16/08/2021 - 19:44

    Musicista bravo ed appassionato,sempre interessante e mai noioso. sarò di parte, ma credo di conoscerlo abbastanza! i suo disco? assolutamente da non perdere!

  • Pasquale Brolis 16/08/2021 - 13:59

    Grande musicista e persona piacevole. felicissimo di aver preso parte a questo lavoro discografico.

  • Nicoló Gullotto 16/08/2021 - 10:10

    Grandissimo uomo e musicista … con il quale ogni tanto condivido dei bellissimi momenti “musicali”

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