Alberto Nacci: un connubio d'arte a tutto tondo.

15 Ottobre 2022 Artisti Commenti
Conosciamo il musicista e regista trapanese, bergamasco d'adozione da quarant'anni, che con la sua arte ha ricevuto importanti riconoscimenti in Europa, USA e Asia.

Alberto, innanzitutto parliamo della tua carriera musicale come jazzista: trent'anni immerso tra le note dei tuoi sax (tenore e contralto) con collaborazioni importanti e tante produzioni discografiche.
Poi lo stop nel 2009. Per quale motivo ti sei fermato?

Dal 1978 al 2009 tanti concerti, registrazioni discografiche, bellissime collaborazioni con musicisti eccezionali e … non mi sono mai fermato! Dal 2009 ho solo cambiato strumento: invece di soffiare nel sax "soffio" nella macchina da presa :-) ma continuo a essere un jazzista perché considero che il jazz sia uno stile di vita, un modo rigoroso e creativo di affrontare i problemi in modo "strutturato", con la capacità di "cogliere l‘attimo" grazie a quella magnifica risorsa che è l'improvvisazione. E questa è una cosa MOLTO seria per un musicista jazz!
Non ho smesso all'improvviso di suonare il sax, che è sempre nel mio cuore! Ho impiegato circa dieci anni per fare questo passo, quando ho capito che il sax è "solo" uno strumento e che ciò che conta è la possibilità di esprimere la propria creatività.

La musica rimane comunque sempre parte integrante e imprescindibile della tua vita. Mi dicevi che ti stai dedicando a quella contemporanea, che consideri come un superamento del jazz. Ci vuoi parlare della tua serie di cortometraggi (venti per la precisione) del progetto BODY&SOUND? Ricordiamo che con questi lavori hai ricevuto prestigiosi Awards a Hollywood, Los Angeles, New York, Tokyo, Londra, Madrid, Melourne e … perfino in Alaska!

La Serie BODY&SOUND è nata nel 2014 quando ho pensato di realizzare un cortometraggio in bn sulla relazione fra i musicisti e i loro strumenti musicali.
Ho realizzato Il primo lavoro con Gabriella Mazza (voce) e Marco Gamba (contrabbasso), che mi hanno proposto un medley di brani di George Gershwin. Continuare su questa strada è stato semplice per me dopo il successo internazionale del secondo corto (realizzato con Sergio Arturo Calonego, chitarra acustica), che ha subito ricevuto importanti riconoscimenti in USA. Ho capito allora che era una strada interessante da percorrere.
Molto del successo di questi lavori dipende dalla qualità della musica e del suono (a questo riguardo posso vantare la collaborazione di Dario Ravelli, magnifico tecnico del suono!) e dal livello dei musicisti coinvolti. A questi venti cortometraggi musicali (con una lunghezza unitaria che varia da quattro a dieci minuti) hanno collaborato importanti jazzisti fra cui: Paolo Fresu (tromba), Claudio Fasoli (sax soprano), Gianluigi Trovesi (clarinetto), Daniele Di Bonaventura (bandoneon), Israel Varela (pianoforte, batteria e voce), Claudio Angeleri (pianoforte), Sergio Arturo Calonego (chitarra acustica), Andrea Andreoli (trombone), Stefano Bertoli (batteria), Giulio Visibelli (sax tenore), il quartetto vocale Leg'gio Quartet e molti altri, oltre alle ballerine di flamenco Cristina Benitez e Karen Lugo e poi, in ambito classico, Francesco D'Orazio (violino), Marco Giovanetti (pianoforte), Francesco Abbrescia (elettronica), Emanuela Battigelli (arpa), Alessandra Doninelli (violoncello)…
Negli ultimi tempi ho collaborato con musicisti attivi nell'ambito della musica contemporanea realizzando il docufilm LUIS de PABLO, canto del nostro tempo e i corti HARP e DUEL, con musiche rispettivamente di Luis de Pablo e Pasquale Corrado.
Nel 2023/2024 realizzerò un nuovo docufilm su un importante compositore vivente di musica contemporanea. Considero la musica contemporanea un genere musicale molto stimolante perché riesce, a ogni concerto, a "spiazzarmi" con soluzioni armoniche e timbriche molto creative, cosa che purtroppo con il jazz mi accade sempre più di rado! :-)

Il tuo studio si trova nel POINT di Dalmine - Polo per L'innovazione Tecnologica della Provincia di Bergamo. Mi ha incuriosito molto la descrizione che ne hai fatto, soprattutto parlando del suono del suo silenzio. Lo raccontiamo anche ai nostri lettori?

Ho trasferito il mio studio nel POINT di Dalmine nel 2014. Cercavo uno spazio in cui potessi controllare completamente il suono e la luce con un silenzio assoluto, che mi permettesse di valorizzare ogni minimo dettaglio sonoro e con sistemi di illuminazione a led e fibre ottiche che mi aiutano a creare le migliori condizioni per avere un "nero profondo" volto a valorizzare al meglio i soggetti in primo piano.
La ricerca del dettaglio avviene anche grazie ai sistemi di ripresa in alta definizione (4K, cinema digitale), che mi permette di portare i miei lavori in qualsiasi contesto (dal cinema alle sale da concerto) con ottima qualità.
Naturalmente non basta avere delle tecnologie al top: occorre avere le idee chiare sulle inquadrature, le modalità di illuminazione della scena e la costruzione delle migliori relazioni possibili fra immagine e suono.
Con la Serie Body&Sound ho perfezionato un linguaggio che (così dice la stampa qualificata) rende i miei lavori perfettamente riconoscibili. Dai venti film musicali finora realizzati nascerà una "doppia-mostra" Italia/USA dal titolo FRAMES, che proporrò a Maggio 2023 nel prestigioso ADI - Museo del Design di Milano e nel 2024 al Museo Italo-Americano di San Francisco. Si tratta di stampe in grande formato di "fermi-immagine" tratti da questi lavori, creati con l'idea che ogni inquadratura, ogni singolo frame possa avere una sua "personalità" ed essere stampato come un'opera d'arte. Proporrò questi lavori come una nuova frontiera del design, in cui la matrice è fatta di … luce!
Ciccando questo link potete guardare online la playlist con un estratto dei venti film musicali della Serie B&S: https://www.youtube.com/playlist?list=PLu1HUHBLpskSe1VyxMDLm7tb2eIf8Zax5

Hai appena partecipato con due tuoi film alla XVII edizione di URTIcanti - Festival di Musica Contemporanea di Bari, che per la prima volta ha inserito in programma il cinema come strumento per comprendere la musica contemporanea in maniera alternativa e diversa. Quali pellicole hai portato?

Il Festival di Musica Contemporanea URTIcanti ha ormai una grande credibilità in ambito internazionale e, dopo aver visto i miei lavori, la direzione artistica del Festival ha deciso di aprire al linguaggio cinematografico (musicale) con una serata dal titolo Alberto Nacci: CIAK SULLA MUSICA CONTEMPORANEA.
Mi ha fatto molto piacere presentare a Bari in prima italiana il docufilm LUIS de PABLO, canto del nostro tempo (presentato in prima assoluta a Madrid il 23 Febbraio 2022 nella prestigiosa Real Academia de Bellas Artes San Fernando) e, in prima assoluta, DUEL in cui Francesco D'Orazio (violino) e Francesco Abbrescia (elettronica) interpretano "Dal segno d'ombra", una composizione di Pasquale Corrado per violino elettrico a cinque corde ed elettronica.
Porterò il format "Ciak sulla Musica Contemporanea" in altri festival di musica contemporanea e nei più importanti Conservatori di Musica in Italia e all'estero. Spero che questa iniziativa possa offrire un contributo alla diffusione della musica contemporanea, che merita di avere un pubblico più ampio.
Ecco di seguito il link per guardare online un breve estratto di DUEL, in cui è possibile verificare come l'immagine "amplifichi" le emozioni nella fruizione della musica perché il pubblico viene portato a una distanza molto ravvicinata dai musicisti e questo permette di condividere con loro l'emozione che li attraversa durante l'interpretazione di un brano musicale.
https://youtu.be/CRPhu7JaPGg

Alla fine degli anni Novanta sei stato professore alla LABA - Libera Accademia di Belle Arti di Brescia e all'Accademia Carrara di Bergamo , ideando il corso di Progettazione Sonora . Ci vuoi illuminare su cosa fosse esattamente?

In quegli anni in ambito accademico non c'era ancora una sinergia fra chi si occupava di suono e chi di immagine, pertanto sembrava "rivoluzionario" occuparsi di quel "territorio di confine" (fra immagine e suono) che mi permetteva, ad esempio, di "sonorizzare" le opere d'arte pittorica creando i "paesaggi sonori" in cui erano ambientate le scene rappresentate.
Dopo alcuni anni di docenza nelle accademie di belle arti ho comunque deciso di ritornare a essere "produttore", dedicandomi esclusivamente alla realizzazione dei miei lavori dopo un periodo in cui avevo lavorato anche nel campo dei filmati industriali. Avevo, per esempio, realizzato un film per i cento anni di Tenaris, un altro per i trent'anni anni di Cosberg, uno per i cinquant'anni anni di Vitalfood e altri lavori per importanti aziende del territorio.
Dopo un periodo in cui mi ero innamorato delle geometrie generative dei processi di produzione industriale, ho cominciato a interessarmi alla "persona", alle emozioni che ci sono dietro a uno sguardo, al significato del silenzio come "paesaggio sonoro" in cui il nostro pensiero è libero da condizionamenti (sonori) esterni e, gradualmente, ho abbandonato i filmati industriali per guardare alla realtà da un punto di vista diverso, in cui al centro c'è la persona: uomini e donne che vivono di arte.

Nel 2020 esce un docufilm sui Baschenis (famiglia di frescanti che fra il ‘400 e il ‘600 hanno realizzato affreschi nelle valli bergamasche e in Trentino) e nell'anno successivo il docufilm VOLTI DELLA MEMORIA, i cui protagonisti sono undici artisti ultraottantenni associati al Museo della Permanente di Milano . Idea stupenda che viene proiettata al Museo della P ermanente e, in estratto, al Museo Italo-Americano di San Francisco. Di cosa parla?

Questo docufilm è stato realizzato nell'ambito di un progetto a cura della Commissione Artistica della Permanente di Milano dal titolo SINONIMI DI MEMORIA.
E' stata una bella opportunità che mi ha permesso di raccontare come si sono evolute le condizioni di vita e di lavoro di undici importanti artisti dalla Seconda Guerra Mondiale fino a oggi. Gli artisti sono Grazia Varisco, Giulio Crisanti, Togo, Giancarlo Cerri, Franco Zazzeri, Anna Santinello, Gabriella Benedini, Mario Borgese, Mario Raciti, Attilio Forgioli eNado Canuti.

Recentemente, con il docufilm ARTIST'S VOICES, vinci il prezioso premio HOLLYWOOD GOLD AWARDS (Best Picture) e in Canada il GLOBAL NONVIOLENT FILM FESTIVAL (Best Cinematography e Best Music Score) con un film in cui hai coinvolto otto artisti bergamaschi e cinque importanti musicisti italiani. Con la stessa pellicola hai ricevuto la Honorable Mention al Milan Gold Awards . Finalmente anche soddisfazioni italiane! Ma, secondo te, qual è stata la cosa più speciale di questo lavoro, ma proprio quella che ha catturato la giuria di questi festival internazionali?

In questo docufilm propongo agli otto artisti quattro temi: il rapporto con il Suono e il Silenzio, il rapporto con la Luce, il rapporto con il Tempo e infine il rapporto con il Sacro, considerando sacro ogni gesto, ogni strumento, ogni luogo in cui l'artista esprime la propria creatività.
Credo che l'apprezzamento per questo lavoro dipenda dall'equilibrio fra parole, musica e immagini in cui anche i musicisti (con i loro strumenti musicali) dialogano "alla pari" con gli artisti.
VOCI D'ARTISTA (titolo originale di questo film) è stato proiettato in prima assoluta a giugno 2021 nel Festival Internazionale Art Container con la partecipazione degli otto artisti coinvolti (quattro donne e quattro uomini): Ugo Riva, Clara Luiselli, Paolo Facchinetti, Valentina Persico, Francesco Parimbelli, Luisa Pezzotta, Elio Bianco e Nicoletta Freti. L'accoglienza del pubblico (e di molti altri artisti presenti in quella occasione) è stata fantastica e allora ho capito che questo film meritava di partecipare a importanti festival in ambito internazionale. E così ha fatto! Certamente un ruolo importante ce l'ha anche la musica, con la partecipazione di cinque importanti jazzisti italiani: Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, Claudio Fasoli, Daniele Di Bonaventura e Francesco D'Auria.
https://youtu.be/CRPhu7JaPGg

Tra i mille progetti che hai in piedi, ce n'è uno molto importante per Bergamo: VOLTI D'ARTISTA . Sarà proposto e diffuso al pubblico nel 2023, dopo oltre due anni di lavorazione, attraverso settecento QRcode per un progetto diffuso che coinvolgerà la città. Nata come idea durante il primo lockdown, si propone di far conoscere cento artisti bergamaschi che vivono esclusivamente di arte (cinquanta bergaMASCHI e cinquanta bergaFEMMINE :-) ). Un'impresa titanica, direi! Ci vuoi raccontare qualcosa di questo progetto?

Tutto è nato nella primavera del 2020 quando su Facebook ho lanciato lo Slogan Bergamo riparte dall'Arte in un periodo in cui il Covid flagellava la nostra città.
Con la collaborazione degli artisti che conoscevo personalmente, ho creato un elenco di nomi di artisti che vivono e lavorano a Bergamo e ho scoperto che è un panorama vastissimo: circa centottanta artisti con un'attività espositiva di almeno dieci anni!
Mi sono chiesto cosa avrei potuto fare per questa ricca comunità di artisti e ho pensato che la cosa più preziosa da valorizzare sia il loro pensiero, il pensiero di uomini e donne che vivono di arte su questo territorio. Ho invitato nel mio studio cento artisti ed è stato come entrare in contatto con un universo creativo vastissimo! Formulare sette domande (uguali per tutti) per cento artisti (per questo ci saranno settecento QRcode) mi ha permesso di verificare ancora una volta quanto sia importante che loro possano essere i veri protagonisti della vita culturale del territorio in cui vivono e lavorano. Cinquanta donne e cinquanta uomini perché voglio che sia sempre presente l'attenzione verso la parità di genere. Ma anche le diverse età (da ventiquattro a novantun anni!) mi permette di proporre ciò che costituisce il cuore di questo progetto: l'importanza di conoscere il "pensiero" degli artisti attraverso la loro voce, lo sguardo, i silenzi, indipendentemente da qualsiasi condizione (economica, di età, di genere…).
Negli ultimi decenni gli artisti sono spesso nel "cono d'ombra" di galleristi, curatori, critici, storici dell'arte, collezionisti, giornalisti: un lungo elenco di professionisti che non esisterebbero se non ci fossero gli artisti. Eppure gli artisti (come persone) sono spesso sconosciuti al pubblico.
Con il progetto Bergamo VOLTI D'ARTISTA voglio mettere sotto i riflettori donne e uomini che vivono di arte su questo bellissimo territorio affinché possano tornare a essere un riferimento per la crescita culturale dei luoghi in cui vivono e lavorano, con l'auspicio che questo progetto diventi un format proposto in altre città!

Veniamo alle "Bergamodomande".
Cosa ne pensi del dialetto bergamasco?

Il dialetto bergamasco è un idioma che dopo quarant'anni non comprendo ancora completamente anche perché, per esempio, nella sola Val Seriana ci sono inflessioni dialettali molto diverse man mano che ci allontaniamo dalla città. Se consideriamo quante sono le valli nella provincia di Bergamo, possiamo vedere quanto sia vasto il panorama di inflessioni dialettali su questo territorio.

Un tuo pensiero sul vivaio musicale orobico.

A Bergamo ci sono molti giovani talenti anche grazie alle diverse opportunità di formazione musicale presenti sul territorio.
Io conosco bene i musicisti della mia generazione, che volentieri vado ad ascoltare in concerto quando posso e, ogni tanto, scopro dei giovani strumentisti (e vocalist) veramente eccezionali!

Che cosa hai amato subito di Bergamo quando ti sei trasferito qui?

Sono arrivato a Bergamo nel Dicembre 1982 e poco tempo dopo Gianluigi Trovesi mi ha invitato a cena a casa sua per darmi il benvenuto nella sua terra! Avevo conosciuto Trovesi nei Seminari di Musica Jazz di Siena e questo suo gesto è stato per me un segno di accoglienza che non dimenticherò mai. Pochi mesi dopo conoscevo tutti i jazzisti di Bergamo e qui ho creato i gruppi musicali con cui ho proposto la mia musica per circa trent'anni. Considero un grande privilegio il fatto che la musica (il jazz in particolare) sia un formidabile strumento di dialogo fra persone (e culture) diverse e credo che i bergamaschi (nonostante lo stereotipo di persone "chiuse") siano accoglienti, disponibili e solidali.

Grazie, Alberto!

Potete conoscere Alberto visitando:

Intervista fatta da Arianna Trusgnach per Chèi de Bèrghem

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