A Villa D’Ogna c'è Gren_, un alternative rock one man band

25 Novembre 2022 Artisti Commenti
Scopriamo Gli amanti , il primo album del polistrumentista che fa tutto da sè

Matteo Poletti, in arte Gren_ (con il trattino basso, mi raccomando!): qual è l'origine "original" di questo nome così particolare? :-)

Sono un super appassionato di letteratura e così ho deciso di prendere spunto dal mio romanzo preferito, "Il Profumo" di Patrick Suskind, per creare il mio nome d'arte. Il protagonista si chiama Grenouille, perciò è bastato prendere la prima parte del nome e sostituire la seconda con un trattino, per rendere il tutto più gradevole come suono e accattivante per l'occhio.

Quindi la ranocchia che salta letteralmente fuori ogni volta che si parla di Gren_ è il lato simbolico della parola francese grenouille (rana) ?

Esatto, "Grenouille" vuol dire proprio "rana" in francese e mi è sembrato giusto tenerla come mascotte. Ormai mi ci sono affezionato ed è diventato il mio tratto distintivo: una sorta di animale-totem che ho deciso di stampare anche sulle magliette ufficiali.

Tu sei polistrumentista: canti, suoni la batteria, la chitarra, la tastiera e il pianoforte. Mi dicevi che, dopo una decina d'anni di presenza in vari progetti che alla fine non portavano a un dunque proiettato realmente nel futuro, ti sei detto, da bravo bergamasco:-) Pota, allora faccio tutto da solo!
Una decisione coraggiosa! Che cos' è cambiato nel tuo modo di fare musica?

La decisione di diventare one-man-band è stata piuttosto sofferta, perché ogni musicista sa bene che l'adrenalina e la passione tra i componenti di un gruppo che suona insieme è davvero un'esperienza unica e bellissima (e che consiglio a tutti!). Sono comunque convinto che sia ormai difficilissimo portare avanti una band in questo periodo storico. Tantissimi musicisti oggigiorno sono polistrumentisti e registrano da soli grazie agli enormi passi in avanti che ha fatto l'home recording. Questo cambiamento mi ha permesso però di maturare molto artisticamente: lavorare quasi sempre in autonomia mi ha dato la spinta per sviluppare al meglio le mie idee e il mio stile, che magari sarebbero rimasti più acerbi in contesti dove ogni componente deve lasciare spazio anche alle idee degli altri.

A questo proposito mi piacerebbe ricordare l'aneddoto legato al tuo ultimo video: In Fiore? . E' vero che molti non hanno capito che fossi sempre tu a suonare i vari strumenti e che non si sono accorti che c'era stato solo un cambio di maglietta? :))))

Sembra una barzelletta! Eppure tanti conoscenti e soprattutto sconosciuti, che si sono appassionati alla mia musica e che mi hanno scoperto con questo video, pensavano che fossi il cantante di una band. Comunque, è normalissimo fare questo errore: in un gruppo l'unico che risalta sempre è il cantante. Fortunatamente il chitarrista e il batterista del video non si sono offesi. :-)

Tra l'altro la registrazione di questo video, che appena uscito ha registrato subito diecimila visualizzazioni, ti ha portato a suonare lo stesso pezzo per sei ore: due di chitarra, due di batteria e due di canto. Quanto è stato difficile supportare la tua pazienza in questo frangente? :-)

Devo ringraziare moltissimo il giovane regista Rocco Bergamelli per la pazienza e la professionalità. Registrare un video in stile "band", ma avere poi a disposizione un solo musicista che si occupa di tutto, non è una situazione facile da gestire, soprattutto per quanto riguarda la diversificazione di presenza scenica e le numerose inquadrature. Avendomi, inoltre, messo sempre a mio agio e avendo seguito tutte le idee che avevo in testa per le scene, ha permesso al video di esprimere al meglio tutte le sue potenzialità.

Ti presenti come "one man band" che suona alternative rock, ma ascoltando i tuoi pezzi su Spotify non ho potuto non notare anche brani più orientati verso un genere pop-rock più morbido dell'attuale. Ci vuoi spiegare meglio questa dicotomia?

Ho sempre avuto questa dualità nella mia musica: canzoni dolci e tracce più aggressive sono per me due lati della stessa medaglia. Per le prime canzoni che ho pubblicato ho deciso di restare in una comfort zone dove le sonorità più leggere mi hanno permesso di tastare il terreno sia del pubblico sia delle mie capacità da one-man-band. Ora che invece le mie influenze sono sempre più legate al metal, ho preso confidenza con il lato più "cattivo" delle sonorità che già mi appartenevano: credo che nel mio futuro ci saranno canzoni sempre più decise, senza però dimenticarmi di quei suoni più dolci che hanno sempre contraddistinto la mia musica.

Tu sei un grande divoratore di letteratura e questo si riflette molto nei testi delle tue canzoni, tanto che il tuo nuovo disco Gli amanti è definibile proprio come un "concept album": una sorta di trama unisce tutti i pezzi. Ce la vuoi raccontare?

"Gli Amanti" racconta la storia di un ragazzo di nome Uno e una ragazza di nome Dieci, innamorati ma intrappolati in un conflitto scatenato dalle rispettive famiglie, in un moderno retelling di Romeo e Giulietta. La prima parte dell'album si concentra perciò su temi come amore e conflitto, senza però appesantire le tracce con una vera e propria narrazione: al contrario, le canzoni sono molto radiofoniche e studiate per lasciare qualche indizio di trama solo ai più curiosi. Nella seconda parte dell'album invece la prospettiva della storia si capovolge: come l'immagine di copertina fa intuire, viene introdotto un terzo personaggio, senza genere, di nome Ioi, nato/a dall'unione dei nomi dei due protagonisti (10 e 01). Ioi sta leggendo il suo passato, presente e futuro tramite dei tarocchi e la carta degli Amanti è quella che corrisponde al suo presente. La scena rappresenta perciò tutta l'idea dell'album: Dieci e Uno sono semplicemente delle figure che simboleggiano il lato maschile e femminile di Ioi e i suoi profondi conflitti interiori. Una storia abbastanza contorta per proporre un tema molto più semplice: l'amare se stessi per poter imparare ad amare gli altri.

E' molto interessante anche la storia che sta dietro alla copertina di questo album. Delucidazioni per tutti? :-)

La carta degli Amanti è proposta per ovvie ragioni al centro dell'immagine, mentre i dettagli più interessanti sono sparsi e nascosti un po' ovunque. I nomi dei due protagonisti vengono richiamati più volte: sulle mani che si congiungono nella carta degli Amanti sono tatuati i numero 10 e 01, mentre sul retro del mazzo di carte compare la scritta "101". Sulle rune sparse sul tavolo e ai lati della carta degli Amanti si trovano una mela e un serpente, entrambi raffigurati in due diverse forme: una più snella e un'altra più tonda, a ricordare ancora una volta la cifra 1 e 0.
Infine, sulla carta degli Amanti compare la cifra "VI", come vuole la tradizione dei tarocchi. Guarda caso questo album è anche il mio sesto lavoro, dopo cinque EP che ho pubblicato in questi ultimi due anni. L'ultimo, Easter Egg, riguarda il mio singolo "In Fiore?", uscito due mesi prima dell'album. La carta a sinistra raffigura proprio la copertina del singolo, che secondo i tarocchi rappresenta il passato, mentre la carta centrale legata al presente è proprio quella de "Gli Amanti".

Il 5 novembre lo hai presentato all'Edonè. Cosa ti piacerebbe che questo album portasse nella tua vita da musicista?

Il live Greebo Party all'Edoné è stato il primo concerto di musica esclusivamente alternativa nella scena bergamasca. Ho portato alcune canzoni dell'album e mi ha fatto davvero piacere collaborare con altri giovani per un tipo di concerto che quasi mai viene proposto nelle nostre zone. Spero che questo album possa allargare la mia fanbase, facendo apprezzare il mio lato più "heavy metal" a coloro che hanno ascoltato i miei vecchi pezzi "pop rock" e magari influenzare anche qualche altro emergente come me, cosa a cui tengo molto.

Da poco tu e altri professionisti del settore avete aperto una casa discografica ad Ardesio: la Asux Records . Di cosa ti occupi nello specifico e qual è il vostro principale intento?

Asux Records si impegna principalmente nella produzione di tracce per musicisti che hanno bisogno di una mano nell'arrangiamento/conclusione del pezzo o che semplicemente devono registrare la propria canzone per poterla pubblicare sulle piattaforme digitali. L'intento principale è quello di aiutare a creare e pubblicare musica: il pubblico a cui ci rivolgiamo è soprattutto quello emergente ed essere seguiti da musicisti competenti e giovani, che sanno le esigenze e soprattutto le principali difficoltà ed errori in un mondo difficile come quello musicale, credo che sia un vantaggio che io in primis avrei voluto durante i miei primi passi nella musica.

Passiamo alle "Bergamodomande"
Prendiamo gli strumenti che suoni. Ti chiedo di associare a ognuno di essi un paese della bergamasca che secondo te li ricorda. Ovviamente non deve mancare il suo perché.

Batteria: Villa d'Ogna. La batteria è stata il mio primo strumento musicale che ho suonato per anni e, nonostante ormai sia principalmente un cantante, una parte di me resta sempre legata a questo strumento, un po' come il paese natale.
Chitarra: Albino. La maggior parte dei gruppi che ho avuto e in cui suonavo questo strumento era solita trovarsi nella sala prove di questo paese. Diciamo che è il posto in cui sicuramente ho strimpellato di più :-P
Pianoforte: Città Alta. Ok, non è proprio un paese, ma questa parte di Bergamo è a mio avviso uno dei luoghi più eleganti di tutta Italia (e lo dice uno che ha vissuto anche a Venezia). Mi sembra, perciò, abbastanza ovvio il legame con lo strumento più delicato di tutti.

Tu abiti vicino a Clusone. Qual è, a tuo avviso, l'angolo più bello di questo paese?

La Danza Macabra sembra un po' scontata come tappa, essendo forse l'attrazione più famosa del paese. Piazza Orologio resta comunque un buon secondo posto, sia per la vista che per la compagnia.

Essendo tu un linguista come me, non posso esimermi dal chiederti la tua parola preferita in bergamasco e la sua origine etimologica! Ahahahah!

Ciapà, che vuol dire "prendere". Dalle mie ricerche online ho scoperto che viene dal celtico hapà. Non fate il mio stesso errore: da bambino, non ricordandomi mai gli accenti, lo confondevo sempre con ciàpa (=chiappa).

Grazie Matteo! :-)

Grazie mille a voi, alla prossima!

Per conoscere tutto su Gren_ potete trovarlo su:

Facebook: https://www.facebook.com/gren.mp.official
Instagram: https://www.instagram.com/gren_mp/?hl=it
Spotify: https://open.spotify.com/artist/0B97vhom790dCTDhR8ISBl?si=4qQkdxujTjuCZ7ao6sy4sA
You Tube: https://www.youtube.com/watch?v=aapOssLZxMg

Intervista fatta da Arianna Trusgnach per Chèi de Bèrghem

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Commenti
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